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Nasce il 10 giugno 2009 l'associazione ex studenti e insegnanti.
Intende mantenere viva l'amicizia e fornire occasioni di aggiornamento professionale
Sito dell'associazione www.associazioneaalto.it
Si poteva toccare, stringere con mano, abbracciare la felicità la sera di venerdì 20 marzo al Circolo Canottieri Caprera.
Si incontravano gli allievi, i docenti, i segretari passati all’istituto Alvar Aalto nei suoi vent’anni di vita.
Alle 19,30 siamo gia lì, tutto pronto: tavoli apparecchiati, banchetto con gli elenchi dei partecipanti, manifesto riassuntivo della storia della scuola, opera di Federico, studente del quarto anno, appassionato di progettazione.
Ad accogliere gli ospiti tre allieve del quinto anno,si sono messe d’accordo: tutte in giacca blu e camicetta bianca, eleganti, truccate e sorridenti, non certo le ragazzine casual che siedono quotidianamente ad ascoltare un po’ annoiate la spiegazione su Leopardi.
Arrivano.
Il primo è un collega trasferito ad altra scuola nove anni fa. Che sorpresa.
Poi via via, in un vortice che mi lascia senza fiato.
Per tutti un abbraccio. Temevo avrei avuto male alla mia mano un po’ artrosica a forza di giovani strette, invece non devo stringerne, sono stretta io in abbracci affettuosi.
Cominciano i “ si ricorda?” ma non è clima malinconico da amarcord felliniano.
Alcuni allievi uguali, neanche minimamente trasformati, altri smagriti, chi appesantito.
Non avrei certo riconosciuto David allora caratterizzato da folti capelli biondi, un po’ ricci, che teneva sempre legati, ora completamente calvo, gli occhi sempre uguali, attenti, penetranti, che ti seguono assorti
Uno mi chiede “mi riconosce?”, no mi è impossibile ritrovarlo nella memoria, ma sono giustificata: è stato con me solo in terza, poi visto il penoso rendimento, credo insufficiente in tutte le materie, ha preso altre strade. Ora è qui, confessa, un po’ a disagio e promette di esserci ancora per prossimi incontri perché l’Alvar Aalto resta nel cuore.
Sono venuti da posti lontani, da Pisa, da Genova.
Veronica è un po’ stanca : questa mattina ha preso l’aereo da Cagliari per arrivare in tempo.
A metà serata, forse è gia finito il buffet, nella calca vedo un profilo che non riesco a riconoscere.
Aspetto che si volti…certo è Alberto, ha finito la sua giornata di lavoro, è saltato in macchina ed è venuto “da Lugano, non è certo lontano”; è il nostro giramondo, allora anticonformista, assente all’interrogazione perché riteneva più importante guardare le immagini della guerra del golfo che seguire le lezioni su Dante , poi in Nuova Zelanda a giocare a rugby, poi in Spagna, ora papà e programmatore informatico in Svizzera
Certo i geometri sono professionisti poliedrici. Tra di noi anche un geometra fisioterapista. L’avessi saputo quando mi sono distorta la caviglia!
Un altro Alberto, ora iscritto a Scienze Politiche, interessato a una tesi su Piero Gobetti e il pensiero della destra contemporanea.
Lo prego vivamente di farmi avere il testo del suo lavoro. Sono molto contenta di potermi aggiornare attraverso un mio ex allievo.
“Eravamo davvero studiosi ?” Forse il tempo ha cancellato le arrabbiature che anche voi mi provocavate, forse mi ricordate i tempi in cui anch’io ero giovane, forse con voi è più facile lasciare affiorare l’affetto che indubbiamente lega maestro e allievo
C’è anche il decano dei nostri studenti: nel 1998 quando è andato in pensione, ha ripreso gli studi interrotti in gioventù, ora è qui squisito gentiluomo con un mazzo di fiori e un prorompente affetto per suoi ex compagni,
Riconosco curata e addolcita la neo psicologa Angela, che non è stata mia allieva, dalla capacità comunicativa contagiosa, dall’ energia singolare.
E’ il momento dei discorsi: applaudito al suo esordio il nostro Preside storico, il preside di 20 anni fa. Sembra di sentirlo quando veniva in classe per la consegna delle pagelle o durante i collegi docenti.
Per lui si levano i bicchieri per l’unico vero, brindisi collettivo.
E’ anche il momento di ricordare chi non c’è più: il buon prof di scienze, amato, stimato, lui che aveva perso un figlio di 19 anni e che era considerato un papà dai suoi allievi.
Il segretario dei primi anni dell’istituto, un po’ burbero, pesante nei movimenti, sempre chiuso nel suo ufficio.
La serata va via come l’olio.
Tutti devono recuperare anni di vita. Cosa fai? Sei sposato? Quanti figli? E lei lavora ancora? È sempre uguale.
Del cibo non ci si accorge neanche, è troppo importante parlare, eppure le portate si susseguono, vedo piatti ricolmi passarmi davanti, ma non me ne curo, non c’è tempo per mangiare questa sera.
Facciamo le foto, anno per anno: 1993, 1994, 1995 e avanti tutti ridenti, stretti, compagni.
Anche i colleghi sono un lieto incontro. Per alcuni il tempo si è fermato. La collega di lettere è ancora più giovane, forse fa bene tenere lezioni al Circolo dei Lettori.
È una ragazzina la collega di chimica che si dedica ai fiori di Bach.
O forse fa bene essere nonne come per la segretaria o per la collega di costruzioni.
Noi ancora in servizio ci vediamo tutti i giorni e stasera perciò ci ignoriamo, lunedì potremo commentare e confrontarci.
Il fotografo passa e riprende volti, abbracci.
Quando cominciano i congedi, si ripetono abbracci, esclamazioni. Si esce con la pergamena e un righello ricordo, con il logo della festa disegnato da Giovanna, collaboratrice insostituibile per l’organizzazione della serata. Tutti vanno con una promessa: lo ripeteremo.
Dobbiamo fondare l’associazione “ Ex Alvar Aalto “ per rendere possibili altre serate così, con tutti quelli che stavolta non siamo riusciti a raggiungere. E’ un impegno per il quale si comincia a lavorare subito .L’appuntamento è per il 13 maggio.
Chi desidera informazioni può scrivere all’indirizzo exalvaraaalto@libero.it : tanti ex lo aspettano.
Professoressa Anna Ceravolo